Acque reflue

General Introduction

Se non gestite, trattate e scaricate correttamente, le acque reflue possono contribuire in modo significativo all’inquinamento e alla contaminazione dei sistemi naturali e delle comunità circostanti. Tutti gli stabilimenti producono acque reflue di qualche genere:

  • Uso domestico: servizi igienici, docce, cucine, pulizia, ecc.
  • Uso industriale: produzione, lubrificazione, raffreddamento, manutenzione, pulizia dei macchinari per la produzione, ecc.

Prima di presentarvi le domande della valutazione, vi sarà chiesto di definire qual è l’approccio del vostro stabilimento al trattamento e allo scarico delle acque reflue. I seguenti usi e metodi di trattamento determineranno a quali domande sulle acque reflue dovrete rispondere:

  • Acque reflue industriali e/o domestiche?
  • Trattamento fuori sito, trattamento in loco, trattamento in loco e fuori sito o Scarico Liquido Zero?

La sezione Acque Reflue del Modulo Higg richiede di:  

  • Monitorare la quantità delle acque reflue generate dalle vostre operazioni industriali e/o domestiche
  • Indicare tutti i parametri di qualità delle acque reflue trovati non conformi, nel vostro ultimo test di qualità, ai permessi o agli standard del settore, come le Linee guida sulle acque reflue di ZDHC.
  • Indicare nome e risultati qualitativi dell’impianto di trattamento delle acque reflue fuori sito (se applicabile)
  • Descrivere il processo di back-up da voi previsto nel  caso in cui il consueto trattamento fallisca (se applicabile)
  • Assicurate il corretto smaltimento dei fanghi (se applicabile)
  • Indicare se il vostro stabilimento riutilizza e/o ricicla le acque reflue come acqua per processi (se applicabile)  

Introduzione: acque reflue

Questa sezione è dedicata all’acqua in uscita dallo stabilimento e non destinata al riutilizzo all’interno dello stesso. Le acque reflue possono essere una causa significativa di inquinamento ambientale se non gestite, stoccate, trasferite, trattate e/o smaltite correttamente.

Se il vostro stabilimento fa uso di acqua per uno o più aspetti della sua operatività, avrà anche qualche genere di acque reflue industriali o di scarico liquido. Ciò include tutte le attività produttive e/o commerciali all’interno del perimetro del vostro stabilimento, come lavorazione industriale, lubrificazione, raffreddamento, manutenzione, pulizia e uso domestico (per esempio, dormitori, bagni, docce, cucine). Se uno stabilimento ha almeno uno di questi elementi, produce anche acque reflue, scarichi ed effluenti associati.

Lo scarico delle acque reflue può assumere diverse forme:

  • effluenti di processo derivanti da varie fasi di un processo industriale, agricolo o commerciale;
  • acque reflue di raffreddamento o altre acque reflue senza contatto (per esempio, refrigeranti per il flussaggio);
  • blowdown (per esempio da compressori, caldaie);  
  • acque reflue sanitarie/domestiche (per esempio da water, lavandini eccetera).

Altri tipi di scarico liquido includono:

  • deflusso dell’acqua piovana (a volte indicato come ruscellamento) proveniente da tetti, luoghi pavimentati, parcheggi ecc.);
  • acqua estinguente (acque derivanti da esercitazioni antincendio)

Una domanda frequente è “come classificare le mie acque reflue come industriali o domestiche. Di seguito è riportato un diagramma per aiutarvi a decidere, insieme ad alcune note per situazioni in cui potrebbe non essere ancora chiaro.

Le decisioni sulle opzioni più appropriate o più efficienti per la gestione delle acque reflue (per esempio, trattamento in loco, trattamento fuori sito, possibilità di riutilizzo, eccetera) dipenderanno da una serie di fattori, tra i quali:

  • Posizione dello stabilimento
  • Disponibilità di infrastrutture esterne
  • Volume di acque reflue generate
  • Composizione delle acque reflue
  • Riutilizzo delle acque reflue trattate in loco (o fuori sito)
  • Costi
  • Obblighi normativi locali

La quantità e la qualità delle acque reflue da trattare influenzeranno/regoleranno il trattamento o le opzioni di smaltimento di un determinato flusso.   Per esempio, possono esserci variazioni significative riguardanti:

  • Volume e portata delle acque reflue
  • Contenuto di solidi sospesi totali (TSS)
  • Biological oxygen demand (BOD)
  •  Chemical Oxygen Demand (COD) 
  • Tossicità potenziale (per esempio, da prodotti chimici, farmaci / antibiotici eccetera)
  • Contenuto di metalli pesanti (per esempio, antimonio, arsenico, cadmio, cromo, cobalto, rame, cianuro, piombo, mercurio, nichel, zinco eccetera)
  • pH (acidità/alcalinità)  
  • Colore
  • Temperatura
  • Tensioattivi
  • Contenuto di azoto e fosforo
  • Oli e grassi, tra gli altri

Il trattamento in loco di acque reflue corrisponde all’impianto di trattamento delle acque reflue utilizzato e gestito solo dalla fabbrica. Dopo essere state trattate in loco, le acque reflue possono essere conformi ai limiti pertinenti ed essere scaricate direttamente nell’ambiente, oppure in un impianto di trattamento esterno di terzi (parziale trattamento in loco).

Il trattamento fuori sito delle acque reflue è responsabilità di un’impresa o organizzazione di terza parte che fornisce, raccogliendo le acque reflue, il servizio di trattamento a più di due entità che scaricano inquinanti. Le acque reflue scaricate direttamente nell’ambiente devono rispettare i limiti pertinenti. Il trattamento fuori sito può essere un impianto pubblico di trattamento delle acque reflue o un impianto regionale di trattamento delle acque reflue (per esempio parco industriale, zona industriale, eccetera.)

Lo scarico liquido zero (ZLD) è un processo di trattamento progettato per evitare che l’acqua lasci uno stabilimento in forma liquida.  In uno stabilimento con sistema di trattamento ZLD in loco quasi tutte le acque reflue vengono trattate e riciclate, in modo tale che l’unica acqua scaricata dallo stabilimento esista per evaporazione o come umidità dei fanghi dalle operazioni dell’impianto di trattamento.  (Fonte: https://www.roadmaptozero.com/output – consultare la sezione delle definizioni delle linee guida ZDHC per le acque reflue).  Se uno stabilimento ha scarichi liquidi, non è considerato provvisto di sistema di trattamento ZLD.

Si vedano gli standard del settore

Il gruppo Zero Discharge of Hazardous Chemicals (ZDHC) – organizzazione nostra partner – ha sviluppato linee guida per le acque reflue del nostro settore, da impiegare come indicazione per gestire le acque reflue e guidare l’industria verso l’obiettivo dello scarico zero di sostanze chimiche pericolose. Nel Modulo Higg FEM 3.0 sono citati gli standard di settore e le linee guida di ZDHC sulle acque reflue sono uno di questi standard.

Domande sull’applicabilità

Il vostro stabilimento produce acque reflue industriali?

Rivedere la definizione di acque reflue industriali nei paragrafi introduttivi precedenti.

Il vostro stabilimento è a Scarico Liquido Zero?

Prendete in esame la definizione di ZLD nei precedenti paragrafi introduttivi.

Le acque reflue industriali e domestiche vengono trattate congiuntamente?

Prendete in esame la definizione di acque reflue industriali e domestiche nei paragrafi introduttivi precedenti.

Dove vengono trattate le vostre acque reflue industriali/domestiche/miste?  

Prendete in esame le definizioni di trattamento in loco e fuori sito delle acque reflue nei paragrafi introduttivi precedenti

Acque reflue – Livello 1

Questions
  • Qual è stata la quantità totale di acque reflue scaricata dal vostro stabilimento durante quest’anno preso in esame?
  • Quale metodo è stato utilizzato per tracciare il volume delle acque reflue?
  • Qual è stata la frequenza delle misurazioni?
  • Quanti punti di scarico di acque reflue avete?
  • Avete denominato tutti i punti di scarico di acque reflue?
  • Sottoponete a monitoraggio tutti i punti di scarico di acque reflue identificati?
  • Qual è stato il punto di scarico finale delle acque reflue prodotte dal vostro stabilimento?
  • Commenti aggiuntivi

Caricamento suggerito: registro annuale di monitoraggio dello scarico di acque reflue (quantità)

Il monitoraggio delle acque reflue deve includere le acque scaricate che il vostro stabilimento scarica all’esterno oppure recuperate / riciclate o riutilizzate presso il vostro stabilimento.

Industriali: includono tutte le attività produttive e/o commerciali all’interno del sito del vostro stabilimento, come la lavorazione industriale, la lubrificazione, la manutenzione ecc.

Domestiche: includete tutte le acque reflue domestiche generate, comprese le acque reflue/effluenti di dormitori, bagni, docce, cucine, ecc.

Qual è l’obiettivo della domanda?

L’obiettivo di questa domanda è garantire che lo stabilimento sappia quante acque reflue produce e dove le scarica. Questa informazione può essere reperita sul bilancio idrico dello stabilimento. Rispondendo a questa domanda, gli stabilimenti possono dimostrare come monitorano e gestiscono il volume delle acque reflue. Conoscere il volume è un primo passo importante per decidere in merito alle opzioni di trattamento appropriate.

Monitorare le acque reflue consente la visibilità totale dell’operatività quotidiana di uno stabilimento e l’individuazione dei supporti operativi che ne influenzano i volumi. La conoscenza dei vostri volumi di acque reflue è direttamente collegata all’impatto ecologico e ai costi operativi.

Spiegazione tecnica:

Il monitoraggio delle acque reflue dovrebbe includere acque reflue domestiche e industriali, ove applicabile, e includere l’acqua scaricata, rigenerata/riciclata o riutilizzata presso il vostro sito, generata da tutte le attività di produzione e/o commerciali all’interno del vostro stabilimento.

Quando si tracciano le acque reflue, si consiglia di iniziare da:

  • Mappatura delle aree e dei processi dello stabilimento per identificare dove vengono generate e scaricate le acque reflue.
  • Stabilite procedure per raccogliere e monitorare i dati relativi alle acque reflue:
    • Installate contatori in loco o utilizzate fatture con consumi da stabilimenti di trattamento fuori sede.
    • Se si utilizzano tecniche di stima per determinare la quantità di acque reflue generate, la metodologia di calcolo dovrebbe essere chiaramente definita ed essere supportata da dati verificabili.
  • Registrate i dati di tracciamento (ad es. documentazioni giornaliere, settimanali, mensili) in un formato facile da esaminare (ad es. foglio di calcolo Microsoft Excel o un programma analogo di analisi dei dati che consente l’esportazione di dati in un formato di facile lettura, ad es. Excel o csv) e conservate le prove di supporto pertinenti per la revisione durante la verifica.

Monitoraggio del volume delle acque reflue

Il modo più accurato per monitorare il volume delle acque reflue è utilizzare un sistema di misurazione. I contatori meccanici e i contatori ad ultrasuoni sono ampiamente utilizzati per monitorare il volume delle acque reflue. Lo stabilimento deve installare i contatori in tutti i punti di scarico delle acque reflue prima di scaricarle nell’ambiente. Se lo stabilimento dispone di un proprio impianto di trattamento degli effluenti (ETP), il contatore deve essere installato all’uscita dell’impianto di trattamento delle acque reflue. Lo stabilimento deve raccogliere e registrare regolarmente i dati dai contatori al fine di monitorare accuratamente il volume di scarico delle acque reflue. Il metodo si applica sia alle acque reflue domestiche che industriali.

Se lo stabilimento non dispone di contatori per monitorare il volume di scarico delle acque reflue, è possibile utilizzare un metodo di stima che può includere:

  • Se lo stabilimento dispone di dati accurati (contatori o fatture) sul volume di acqua in entrata per il processo di produzione e l’uso domestico, lo stabilimento può stimare il volume di scarico delle acque reflue utilizzando il volume di acqua in entrata. Lo stabilimento potrebbe dover rendere conto dell’uso o delle perdite di acqua per cose come la perdita per evaporazione della torre di raffreddamento o l’irrigazione quando si stima il volume delle acque reflue.
  • Utilizzo di rapporti ambientali ufficiali che contengono dati sul volume di scarico delle acque reflue (ad es. relazioni sulla valutazione dell’impatto ambientale, domande di autorizzazione ambientale, relazioni di conformità del governo o fatture per il trattamento delle acque reflue fuori sede). Nota: in alcuni casi le fatture per il trattamento delle acque reflue ad opera di uno stabilimento di trattamento delle acque reflue fuori sede potrebbero non fornire il volume delle acque reflue trattate. Invece, la fattura dovrebbe indicare la tariffa totale per il trattamento (ad es. 100 $) con il costo unitario del trattamento (1 $/m3). In questo caso, lo stabilimento potrebbe dover calcolare e registrare manualmente il volume delle acque reflue ricavandolo dalla tariffa di trattamento totale e dal costo unitario (ad es. tariffa di trattamento totale ÷ costo di trattamento unitario = volume di acque reflue).
  • Se lo stabilimento non dispone di documentazione che indichi la quantità di acqua in ingresso, può stimare il volume delle acque reflue industriali in base ai diversi processi di produzione e al consumo specifico delle attrezzature. Ad esempio, in una tintoria, la ricetta di tintura può avere l’acqua necessaria per ogni lotto di tintura, oppure la macchina di tintura può anche avere specifiche su quanta acqua è necessaria per ogni lotto. Lo stabilimento dovrebbe raccogliere il volume di produzione di ciascuna ricetta di tintura e il volume di produzione di ciascuna macchina di tintura. Quindi lo stabilimento sarebbe in grado di effettuare manualmente il calcolo, utilizzando l’acqua di produzione di ciascuna ricetta per macchina e l’acqua necessaria per ciascuna ricetta/macchina, moltiplicandola per il rispettivo volume di produzione. Infine, sommate tutti i consumi di acqua di produzione. Questo volume di acqua di produzione stimato potrebbe essere considerato come una stima della quantità di acque reflue industriali scaricate. Gli stabilimenti potrebbero anche dover rendere conto di eventuali perdite dovute all’evaporazione durante i processi di produzione.

Qui potete trovare uno strumento disponibile per aiutare a calcolare il consumo di acqua da diverse fonti: http://waterplanner.gemi.org/calc-waterbalance.asp.

Monitoraggio delle acque reflue domestiche:

Monitorare portata e volume di scarico delle acque reflue domestiche con i contatori in loco non è una pratica comune, ma è vivamente consigliato monitorarne volumi e quantità. Il comportamento che stiamo cercando chiedendo questo è quello di mostrare che uno stabilimento ha la consapevolezza di quanta acqua viene sprecata/lascia la propria struttura e che stia considerando quel volume per una valutazione del consumo di acqua della propria struttura e l’impatto che esso crea per l’ambiente se non adeguatamente trattato.

Se i dati di misurazione dello scarico delle acque reflue domestiche o i dati sugli scarichi effettivi non sono disponibili, lo stabilimento potrebbe prendere in considerazione la stima dello scarico delle acque reflue in base all’uso totale di acqua del sito, la quantità stimata utilizzata per scopi domestici e quindi meno una quantità stimata dovuta a perdite (ad es. evaporazione). Ad esempio, un sito con solo acque reflue domestiche che ha utilizzato 150 m3 di acqua comunale al mese stima che il 10% dell’acqua viene persa a causa dell’evaporazione e le perdite indicherebbero 135 m3 di acque reflue scaricate (150 m3 – 10%).

L’uso di acqua in uno stabilimento può anche essere stimato in base al numero di persone, al numero e alle tipologie di stabilimenti, rubinetti, servizi igienici, docce, irrigazione, ecc. in base a qualsiasi dato locale/regionale disponibile o alle specifiche del produttore (ad esempio litri nominali per getto d’acqua dei sanitari).

Nota: se viene utilizzata una tecnica di stima, questa dovrebbe essere completamente documentata, applicata in modo coerente e sulla base di fattori di stima ragionevoli derivati da fonti pertinenti (ad es. specifiche del produttore, dati regionali sul volume di acque nere per persona/giorno, ecc.)

Indicazione dei dati sulle acque reflue nel FEM:

Prima di indicare i dati sulle acque reflue nel FEM, è necessario eseguire controlli di qualità dei dati per garantire che i dati E i processi utilizzati per raccogliere e registrare i dati siano efficaci nel produrre dati accurati.

Cosa fare:

  • Esaminate i dati di origine (ad es. registri dei contatori, fatture, ecc.) rispetto ai totali aggregati per assicurarvi che siano accurati.
  • Confrontate l’anno in corso con i dati storici. Qualsiasi cambiamento significativo (ad es. un aumento o una diminuzione di oltre il 10%) dovrebbe essere attribuito a cambiamenti noti. In caso contrario, potrebbero essere necessarie ulteriori indagini.
  • Assicuratevi che vengano utilizzate le versioni più recenti e aggiornate dei fogli di calcolo per il tracciamento dei dati e che tutti i calcoli / le formule automatizzati siano corretti.
  • Assicuratevi che vengano riportate le unità corrette e verificate eventuali conversioni di unità dai dati di origine ai dati indicati. Nota: il FEM richiede che i dati sulle acque reflue siano inseriti in metri cubi (m3).
  • Riportare la fonte dei dati (es. contatori, fattura, stima) e la frequenza di misurazione (ad es. giornaliera, mensile, ecc.).
  • Indicate il punto di scarico finale (ad esempio l’impianto di trattamento delle acque reflue fuori sede). Nota: questo dovrebbe essere il punto in cui l’acqua di scarico viene scaricata dopo aver lasciato lo stabilimento.
  • Esaminate qualsiasi metodologia / calcolo di ipotesi o stima per garantire l’accuratezza.
  • Aggiungete note nel campo “Fornire eventuali commenti aggiuntivi” per descrivere eventuali ipotesi sui dati, metodologie di stima o altri commenti rilevanti sulla quantità indicata.

Cosa non fare:

  • Non indicate i dati che non sono accurati (ad esempio, la fonte dei dati è sconosciuta o non è stata verificata).
  • Non indicate i dati stimati se non sono supportati da una metodologia e da dati di stima verificabili e ragionevolmente accurati (ad es. calcoli tecnici).

Modalità di verifica della risposta:

Durante la verifica dei dati sulle acque reflue da parte dello stabilimento, i verificatori devono esaminare tutti gli aspetti del programma di monitoraggio delle acque reflue dello stabilimento che potrebbero produrre imprecisioni, tra cui:

  • I processi di raccolta dati iniziali e le fonti di dati (ad es. fatture, contatori in loco, registri di misurazione, ecc.); e
  • Il processo e gli strumenti utilizzati per aggregare i dati (ad es. calcoli di fogli di calcolo, conversioni di unità, ecc.)

Se vengono rilevate incongruenze o errori, le informazioni indicate devono essere corrette ove possibile e devono essere inclusi commenti dettagliati nel campo Dati di verifica.

  • Documentazione richiesta:
    • I documenti relativi alle acque reflue (ad es. fatture mensili e documenti relativi agli scarichi annui; misurazioni compilate in un foglio di calcolo (ad esempio Excel) purché siano disponibili anche per la revisione) i cui totali corrispondano alle risposte date a tutte le domande.
    • Registri di calibrazione dei contatori ove applicabili (ad es. secondo le specifiche del produttore).
    • Metodologia di stima documentata ove applicabile
    • Tutte le risorse di acque reflue dello stabilimento sono monitorate in maniera esaustiva. Ciò significa che tutte le risorse elencate nella tabella del Livello 1 hanno risposte complete in tutte le colonne che sono accurate.
  • Domande da porre nel colloquio:
    • I dipendenti chiave sono a conoscenza del programma di monitoraggio dati delle acque reflue dello stabilimento e di come viene mantenuta la qualità dei dati.
  • Ispezione – cose da verificare fisicamente:
    • Le acque reflue/gli effluenti sono diretti a un impianto di trattamento delle acque reflue o degli effluenti, o vengono sottoposti a trattamento prima di essere scaricati?
    • Gli scarichi del ruscellamento/dell’acqua piovana sono esenti da contaminazioni e ostruzioni?
    • Vengono seguite le procedure stabilite per la gestione delle acque reflue/degli scarichi di acque reflue?   (per esempio, gestione delle acque reflue, attività eccetera)
    • Sono state osservate fuoriuscite o perdite nell’ambiente?
    • Anche il blowdown delle caldaie e le altre attività di pulizia delle membrane si trovano dove l’acqua viene raccolta e monitorata?
    • I misuratori di portata installati sono in funzione (nel caso in cui lo stabilimento abbia selezionato il metodo “misuratore”), calibrati e accessibili?
    • Durante l’ispezione dello stabilimento occorre scattare una foto dei misuratori di portata come prova
    • Nel caso in cui i dati vengano stimati, verificate che il bilancio idrico sia basato sui misuratori di portata disponibili, sui volumi del serbatoio di equalizzazione, sulla tempistica della portata eccetera

Verificate le fatture dell’acqua in entrata e la stima dello scarico

Caricamento suggerito: diagramma di flusso del processo e mappa delle utenze che mostrano l’ubicazione di tubi e fognature e come sono collegati.

Questa domanda non è stata valutata nell’anno di riferimento Higg FEM 2020. Potrebbe essere applicato un punteggio nell’anno di riferimento futuro.

Qual è l’obiettivo della domanda?

È considerato opportuno separare l’acqua piovana dalle acque reflue per molte ragioni, tra cui un maggiore controllo dei picchi di volume e del carico di sostanze inquinanti sui sistemi di trattamento delle acque reflue, nonché la prevenzione di traboccamenti che rilasciano nell’ambiente liquami e/o acque reflue industriali non trattate.  Gli stabilimenti dovrebbero avere una separazione di questi due sistemi all’interno dello stabilimento, ma le normative locali possono stabilire cosa deve essere fatto in termini di trattamento prima dello scarico, che può includere la combinazione dell’acqua piovana con l’acqua di scarico dello stabilimento in un sistema di trattamento.

Spiegazione tecnica:

L’acqua piovana e le acque reflue devono essere raccolte, trattate e scaricate separatamente, in modo da ridurre l’impatto dell’acqua piovana sull’impianto di trattamento delle acque reflue e garantire l’efficacia del trattamento. Lo scopo di questo meccanismo è garantire che l’acqua piovana e le acque reflue vengano raccolte e scaricate di conseguenza e che il sistema sia funzionale.

Come mantenere il meccanismo –

1)      Codificate ed etichettate tutti i punti di raccolta delle acque piovane e delle acque reflue e i sistemi di drenaggio e identificate un dipartimento o una persona responsabile designata per la gestione regolare

2)      Sviluppate una mappa del drenaggio delle acque piovane e delle acque reflue con le informazioni su posizione, usi, codice e persona responsabile. Pubblicate la mappa di drenaggio in un luogo accessibile alla maggior parte dei dipendenti. Nota: la raccolta delle acque reflue e il sistema di drenaggio delle acque piovane della struttura possono essere inclusi nei disegni di ingegneria strutturale/delle utenze dello stabilimento.

3)      Fornite formazione a tutte le persone responsabili sui diversi usi di ogni sistema di raccolta.

4)      Verificate regolarmente (ad esempio giornalmente, mensilmente, ecc.) tutti i punti di raccolta dell’acqua piovana e delle acque reflue e i sistemi di drenaggio per assicurarsi che non vi siano mescolanze o danni ai sistemi. 

Modalità di verifica della risposta:

  • Documentazione richiesta:
    • Le mappe di drenaggio delle acque piovane e delle acque reflue che mostrano che i due sistemi di raccolta e drenaggio sono separati
    • Le politiche o procedure documentate e documentazioni di monitoraggio regolari, se disponibili
  • Domande da porre nel colloquio:
    • Intervistate i dipendenti che gestiscono varie infrastrutture relative alle acque reflue/piovane che hanno il potenziale di contaminazione incrociata o perdite, inclusi tubi, serbatoi chimici e altri sistemi.
    • Determinate se i dipendenti eseguono ispezioni, documentano i risultati e risolvono le criticità.
  • Ispezione – cose da verificare fisicamente:
    • Ottenete la mappa delle utenze e un diagramma di flusso dei processi, osservate la mappa per verificarne l’accuratezza.
    • Esaminate il permesso o altre informazioni normative sulle fognature combinate e/o sulla separazione delle acque piovane e qualsiasi trattamento delle acque piovane prima delle normative in materia di scarichi.
    • Controllate e osservate il pozzo dell’acqua piovana se c’è qualcosa di insolito, cioè se non piove ma c’è acqua di scarico che scorre dal pozzo, o l’acqua nel pozzo dell’acqua piovana ha un colore sospetto (bianco, nero, verde, ecc.).
  • Nome:
  • Indirizzo:
  • Proprietario:
  • Avete una copia del contratto con l’impianto di trattamento delle acque reflue?
  • Caricate la documentazione, se disponibile

Caricare: a) Contratto firmato con l’impianto fuori sede per il trattamento delle acque reflue. b) Permesso e contratto intestato al vostro stabilimento che vi autorizzi a scaricare verso l’impianto fuori sede per il trattamento delle acque reflue

Queste informazioni sono importanti perché la contaminazione ambientale derivante da un trattamento non adeguato deve essere risolta indipendentemente da dove abbia origine il problema. Queste informazioni possono aiutare il vostro stabilimento, la comunità e le aziende locali a prevenire o eliminare la contaminazione accidentale dell’ambiente in caso di anomalie.

Riceverete il punteggio pieno se avete informazioni sul vostro impianto di trattamento delle acque reflue fuori sede e caricate il vostro contratto. NB: durante le verifiche presso tutti gli impianti produttivi situati in Cina sarà richiesto un contratto.

Qual è l’obiettivo della domanda?

L’obiettivo di questa domanda è che lo stabilimento si relazioni e sia in grado di comunicare con l’impianto di trattamento delle acque reflue. Questo consente anche la risoluzione dei problemi e supporta il miglioramento continuo.

Queste informazioni sono importanti perché la contaminazione ambientale derivante da un trattamento non adeguato deve essere risolta indipendentemente da dove abbia origine il problema. Queste informazioni possono aiutare la comunità e le aziende a evitare o a eliminare la contaminazione accidentale dell’ambiente nell’eventualità di un’anomalia.

Modalità di verifica della risposta:

  • Documentazione richiesta – già verificata nella sezione dei permessi
    • Contratto firmato con l’impianto di trattamento delle acque reflue fuori sede
    • Permesso intestato al vostro stabilimento per dimostrare che siete autorizzati a scaricare verso l’impianto di trattamento delle acque reflue fuori sede
  • Domande da porre nel colloquio:
    • Verificate i dettagli di base dell’impianto di trattamento delle acque reflue fuori sede, come organizzazione, tipo di trattamento (primario, secondario, terziario) eccetera.
    • La dirigenza ha in atto un processo per il rinnovo del contratto con l’impianto di trattamento di terzi fuori sito?

Il vostro stabilimento dispone di una procedura per contattare le pubbliche autorità o gli enti competenti come da obblighi di legge in caso di scarico accidentale?

Il vostro stabilimento eroga una formazione a tutti i dipendenti interessati riguardo al piano di backup?

  • Quanti dipendenti sono stati formati?
  • Con quale frequenza formate i vostri dipendenti?

Selezionare tutte le strategie incluse nel piano di back-up del vostro stabilimento per le acque reflue.

  • Interruzione di emergenza della produzione
  • Serbatoio di ritenzione
  • Quali sono le dimensioni del serbatoio di ritenzione del vostro stabilimento?
  • Trattamento secondario (trattamento chimico biologico e avanzato, esclusa coagulazione, flocculazione, neutralizzazione, processo di chiarificazione/sedimentazione)
  • Scarico verso impianto fuori sede per il trattamento delle acque reflue
  • Altro sistema di back-up

Qual è il picco di gestione o la capacità media massima di trattamento delle acque reflue del vostro stabilimento?

Caricare: Documentazione relativa al processo di back-up d’emergenza sufficiente a coprire il trattamento della quantità giornaliera media di acque reflue scaricate dallo stabilimento.

È fondamentale che il vostro stabilimento sia dotato di un piano di back-up in caso di anomalia dell’impianto di trattamento delle acque reflue, per evitare che i materiali non trattati vengano scaricati nell’ambiente. Se non avete un processo di back-up in grado di gestire la vostra capacità giornaliera media, non potete ottenere punti o completare il Livello 1.

Qual è l’obiettivo della domanda?

Questa domanda promuove l’attuazione di un piano di emergenza nel caso in cui il processo di trattamento non riesca a impedire una fuoriuscita di effluenti non trattati. Se non disponete di una procedura di back-up, non potete completare il Livello 1 perché questo è fondamentale per prevenire la contaminazione ambientale accidentale in caso di guasto.

È fondamentale per evitare la contaminazione ambientale accidentale in caso di guasto dell’impianto di trattamento delle acque reflue.

Spiegazione tecnica:

Lo stabilimento deve istituire e documentare un piano d’emergenza in risposta alle emergenze. È importante conoscere la capacità giornaliera di trattamento delle acque reflue e le dimensioni del serbatoio di ritenzione (se la struttura ne dispone). Queste informazioni devono essere confrontate con i volumi delle acque reflue per determinare se è possibile trattenerle durante l’emergenza. I serbatoi di ritenzione non devono essere considerati una misura di back-up esclusiva.

Possono esserci varie risposte:

  1. Lo stabilimento dispone di un serbatoio di ritenzione aggiuntivo che può trattenere una quantità di acque reflue pari, come minimo, alla produzione di una giornata. (Questo è il caso in cui lo stabilimento non effettua il trattamento ma invia direttamente le acque reflue all’impianto di trattamento degli effluenti come scarico continuo attraverso una condotta.)
  2. Nei casi in cui lo stabilimento effettui il pre-trattamento internamente al fine di soddisfare i requisiti contrattuali con il CETP sulla qualità delle acque reflue scaricate, allora dovrebbe avere un serbatoio di raccolta seguito da omogeneizzazione o neutralizzazione etc. In tali casi, lo stabilimento deve avere un serbatoio di ritenzione più grande, con capacità maggiore del volume delle acque reflue attualmente generate e, inoltre, deve essere anche in grado di contenere  almeno il volume di produzione di almeno una giornata oltre al volume già presente o al momento di ritenzione.
  3. Lo stabilimento sospenderà la produzione fino al ritorno della normalità. Questa risposta deve essere corroborata da un processo di risposta all’emergenza documentato, anziché limitarsi alla semplice dichiarazione di sospensione della produzione.

Senza un piano di risposta all’emergenza documentato e noto a tutti i reparti, non è possibile superare il Livello 1 perché l’intento principale di questa pratica è che non ci siano acque reflue non intercettate o scaricate in un corpo idrico in assenza di un trattamento adeguato.

Modalità di verifica della risposta:

  • Documentazione richiesta:
    • Caricate: Documentazione relativa al processo di back-up sufficiente a coprire il trattamento della quantità giornaliera media di acque reflue scaricate dallo stabilimento. La documentazione deve indicare le procedure di interruzione d’emergenza della produzione e/o il tipo di trattamento, la disponibilità del trattamento, le procedure per l’attivazione del trattamento di back-up, la persona o le persone responsabili dell’esecuzione di queste operazioni eccetera.
    • Eventuali schemi che descrivono le opzioni di trattamento di back-up e la capacità
  • Domande da porre nel colloquio:
    • Il dipendente chiave responsabile del trattamento delle acque reflue sa spiegare il piano di back-up e dimostrare come e quando deve essere messo in atto
    • È mai stato necessario utilizzare questo sistema di back-up? Quando e perché?
    • Se in passato si è verificata un’emergenza, quando e perché è stato usato il sistema di backup? Il piano di backup è stato sufficiente per gestire la situazione di emergenza?
  • Ispezione – cose da verificare fisicamente:
    • Richiedete il piano di back-up documentato e verificate se l’area è preparata in base al piano
    • Scattate una foto del piano, dell’attrezzatura (se in loco) e/o del contratto (se fuori sito)

Questa domanda non è stata valutata nell’anno di riferimento Higg FEM 2020. Potrebbe essere applicato un punteggio nell’anno di riferimento futuro.

Qual è l’obiettivo della domanda?

Le fabbriche dovrebbero monitorare lo scarico delle acque reflue e ridurre gli inquinanti delle acque reflue a livelli conformi alle leggi e ai regolamenti applicabili.

L’intento è quello di valutare la conoscenza di una fabbrica del diagramma di flusso dei processi in termini di tubazioni e altri sistemi di trasporto utilizzati per distribuire l’acqua e dirigere i flussi delle acque reflue verso i luoghi di trattamento o scarico corretti.  Uno stabilimento dovrebbe mostrare i sistemi di gestione ambientale intorno alle ispezioni per continuare a confermare che non ci sono scarichi illeciti.

Spiegazione tecnica:

Identificate e caratterizzate tutti i flussi di acque reflue e gestite un inventario dei flussi di acque reflue di processo e assicuratevi che siano diretti a un trattamento appropriato prima di essere scaricati nell’ambiente.

Installate e mantenete adeguati sistemi di trattamento delle acque reflue di dimensioni adeguate che riducano l’inquinante delle acque reflue a livelli conformi alle leggi e ai regolamenti applicabili.

In assenza di un impianto di trattamento delle acque reflue in loco, scaricate le acque reflue nell’impianto di trattamento delle acque reflue esterno al sito (cioè un impianto di trattamento delle acque reflue della zona industriale o un impianto di trattamento delle acque reflue municipali) nei termini di legge. I permessi di scarico richiesti devono essere aggiornati periodicamente e presentati presso l’agenzia di regolamentazione competente.

Preparatevi alle emergenze e implementate azioni di risposta alle emergenze nel caso in cui l’impianto di trattamento in loco di acque reflue superi la sua capacità o se non funzioni correttamente.

Fornite formazione a tutti i dipendenti che lavorano direttamente con le acque reflue.

Modalità di verifica della risposta:

  • Documentazione richiesta:
    • Esaminate la documentazione per registrare quali ispezioni vengono eseguite, dove vengono eseguite e la frequenza con cui monitorare perdite e derivazioni.
    • Confrontate le documentazioni di funzionamento e monitoraggio dell’impianto di trattamento delle acque reflue.
      • Ad es. Documentazioni di influenti/effluenti, documentazioni del sistema di monitoraggio online e altre documentazioni di sistema per verificare se la differenza tra la quantità di acque reflue generate e scaricate è accettabile.
  • Domande da porre nel colloquio:
    • Intervistate i dipendenti che gestiscono varie infrastrutture di produzione all’aperto che possono presentare perdite, inclusi tubi, serbatoi chimici e altri sistemi.
    • Determinate se i dipendenti eseguono ispezioni, documentano i risultati e risolvono le criticità.
    • Intervistate i dipendenti nei laboratori di produzione per verificare se sono a conoscenza della raccolta e del trattamento delle acque reflue
    • Intervistate i dipendenti negli impianti di trattamento delle acque reflue e nei laboratori per comprendere la pratica operativa quotidiana, la formazione e la consapevolezza.
  • Ispezione – cose da verificare fisicamente:
    • Ottenete la mappa delle utenze e un diagramma di flusso dei processi, osservate la mappa per verificarne l’accuratezza.
    • Camminate all’esterno intorno ai sistemi chiave e agli edifici per cercare scarichi illeciti
    • Controllate le acque reflue e il punto di scarico dell’acqua piovana in caso di perdite o derivazioni delle acque reflue
    • Controllate l’impianto di trattamento delle acque reflue se ogni parte è funzionale e ben tenuta

Il vostro stabilimento eroga una formazione a tutti i dipendenti interessati riguardo al metodo di smaltimento dei fanghi pericolosi?

  • Quanti dipendenti sono stati formati?
  • Con quale frequenza formate i vostri dipendenti?

Come vengono smaltiti i vostri fanghi pericolosi?

  • Trattamento dei rifiuti pericolosi
  • Incenerimento in condizioni controllate
  • Conferimento a discarica
  • Incenerimento all’aria aperta
  • Miscelazione al combustibile
  • Compost
  • Fertilizzante (distribuito sul suolo)

Si consiglia di caricare: a) Analisi dei fanghi o risultati dei test degli ultimi 12 mesi (se selezionate “non pericolosi”). b) Permessi o altri documenti relativi allo smaltimento secondo le linee guida o all’applicazione sul terreno.

I liquami pericolosi devono essere smaltiti attraverso appaltatori certificati per la raccolta dei rifiuti pericolosi o con un processo di incenerimento in condizioni adeguatamente controllate.

Qual è l’obiettivo della domanda?

Dovete sapere se nella vostra operatività sono presenti agenti di pericolo chimico o industriale; se ce ne sono, dovete accertarvi di non eliminarli in modo improprio.

I fanghi pericolosi devono essere smaltiti correttamente per evitare di contaminare l’ambiente. Se scaricate fanghi pericolosi sul terreno o li bruciate all’aperto, potete rilasciare gravi pericoli nell’ambiente.

Spiegazione tecnica:

I fanghi devono essere smaltiti correttamente attraverso l’agente autorizzato o l’impianto deve essere stato autorizzato dalle autorità competenti locali alla decomposizione dei fanghi nelle sue pertinenze. I prodotti chimici devono essere gestiti e smaltiti in conformità con la sezione 13 della scheda di sicurezza. Nei casi in cui il governo locale ha classificato i fanghi come rifiuti non pericolosi, il rapporto di analisi dei fanghi potrebbe non essere necessario. Tuttavia, è possibile che le attività di conferimento in discarica e incenerimento all’aria aperta in loco non siano appropriate, salvo che l’analisi dei fanghi abbia chiaramente indicato che i fanghi non sono pericolosi.

Modalità di verifica della risposta:

  • Documentazione richiesta:
    • Inventario delle quantità e dei tipi (non pericolosi e pericolosi) di fanghi prodotti
    • Analisi di laboratorio indicanti i componenti non pericolosi e pericolosi (se applicabile) per i vari tipi di fango
    • Documentazione che indichi i metodi per smaltire ogni tipo di fango
    • Per lo smaltimento fuori sito, fatture o documenti di consegna che confermino che i tipi di smaltimento selezionati qui riflettono i metodi utilizzati nella pratica
    • Se lo smaltimento viene effettuato tramite conferimento in discarica, incenerimento all’aria aperta, compost, miscelazione al combustibile o impiego come fertilizzante per terreni, i fanghi devono essere analizzati e documentati come non pericolosi e adatti al metodo di smaltimento.
    • Permessi, se applicabile, per il metodo di smaltimento
  • Domande da porre nel colloquio:
  • Esiste una conoscenza approfondita e aggiornata dei fanghi? Come vengono regolarmente analizzati i fanghi perché siano smaltiti correttamente?
  • La dirigenza e i dipendenti responsabili conoscono i metodi di smaltimento adeguati per ciascun tipo di fango
  • Ispezione – cose da verificare fisicamente:
    • Sito o area e processo per lo smaltimento dei fanghi, se in loco
    • Scattate fotografie

Si consiglia di caricare: analisi dei fanghi o risultati dei test

I fanghi non pericolosi possono essere smaltiti attraverso qualsiasi metodo. Tuttavia, dovete fornire prove documentate che attestino che i fanghi prodotti dal vostro stabilimento non sono pericolosi.

Il vostro stabilimento eroga una formazione a tutti i dipendenti interessati riguardo al metodo di smaltimento dei fanghi non pericolosi?

  • Quanti dipendenti sono stati formati?
  • Con quale frequenza formate i vostri dipendenti?

Come vengono smaltiti i vostri liquami pericolosi?

  • Trattamento dei rifiuti pericolosi
  • Incenerimento in condizioni controllate
  • Conferimento a discarica
  • Incenerimento all’aria aperta
  • Miscelazione al combustibile
  • Compost
  • Fertilizzante (distribuito sul suolo)

Si consiglia di caricare: a) Analisi dei fanghio risultati dei test degli ultimi 12 mesi (se selezionate “non pericolosi”). b) Permessi o altri documenti relativi allo smaltimento secondo le linee guida o all’applicazione sul terreno.

I fanghi non pericolosi possono essere smaltiti attraverso qualsiasi metodo. Tuttavia, dovete fornire prove documentate che attestino che i fanghi prodotti dal vostro stabilimento non sono pericolosi.

Qual è l’obiettivo della domanda?

Dovete sapere se nella vostra operatività sono presenti agenti di pericolo chimico o industriale; se ce ne sono, dovete accertarvi di non eliminarli in modo improprio.

Spiegazione tecnica:

I fanghi devono essere smaltiti correttamente attraverso l’agente autorizzato o l’impianto deve essere stato autorizzato dalle autorità competenti locali alla decomposizione dei fanghi nelle sue pertinenze.

Modalità di verifica della risposta:

  • Documentazione richiesta:
    • Inventario delle quantità e dei tipi (non pericolosi e pericolosi) di fanghi prodotti
    • Analisi di laboratorio indicanti i componenti non pericolosi e pericolosi (se applicabile) per i vari tipi di fango
    • Documentazione che indichi i metodi per smaltire ogni tipo di fango
    • Per lo smaltimento fuori sito, fatture o documenti di consegna che confermino che i tipi di smaltimento selezionati qui riflettono i metodi utilizzati nella pratica
    • Se lo smaltimento viene effettuato tramite conferimento in discarica, incenerimento all’aria aperta, compost, miscelazione al combustibile o impiego come fertilizzante per terreni, i fanghi devono essere analizzati e documentati come non pericolosi e adatti al metodo di smaltimento.
    • Permessi, se applicabile, per il metodo di smaltimento
  • Domande da porre nel colloquio:
    • Esiste una conoscenza approfondita e aggiornata dei fanghi? Come vengono regolarmente analizzati i fanghi perché siano smaltiti correttamente?
    • La dirigenza e i dipendenti responsabili conoscono i metodi di smaltimento adeguati per ciascun tipo di fango
  • Ispezione – cose da verificare fisicamente:
    • Sito o area e processo per lo smaltimento dei fanghi, se in loco
    • Scattate fotografie

Caricamento suggerito: a) Documentazione che attesti che il vostro stabilimento prevede il trattamento delle acque reflue dalla fossa settica, prima che vengano smaltite. b) Piano di aggiornamento della fossa settica a un sistema di trattamento delle acque reflue più attuale.

Il vostro stabilimento eroga una formazione a tutti i dipendenti interessati riguardo al metodo di smaltimento dei rifiuti settici?

  • Quanti dipendenti sono stati formati?
  • Con quale frequenza formate i vostri dipendenti?

Come viene scaricata la fossa settica presso il vostro stabilimento una volta piena?

  • Descrivete dove viene scaricata
  • Descrivete come viene trattata dopo lo scarico
  • Caricate la documentazione, se disponibile

Avete in programma di passare dalla fossa settica a un sistema di trattamento delle acque reflue più aggiornato?

Le acque reflue della fossa settica devono essere trattate e smaltite in modo adeguato per evitare la contaminazione ambientale.

Dovreste cominciare a pianificare il passaggio dalla fossa settica a un sistema di trattamento più aggiornato che possa contenere le sostanze inquinanti in modo adeguato a lungo termine. Riceverete punti parziali se il trattamento e lo scarico delle acque reflue dalla fossa settica sono gestiti in modo adeguato, ma non avete ancora in programma di passare a un sistema di trattamento più aggiornato.

Qual è l’obiettivo della domanda?

Dovete sapere se nelle vostre operazioni sono presenti agenti di pericolo chimico o industriale ; se ce ne sono, dovete accertarvi di eliminarli nel modo corretto.

Le acque reflue della fossa settica devono essere smaltite correttamente per evitare di contaminare l’ambiente. Se non trattate o scaricate correttamente le acque reflue della fossa settica, rilascerete dei pericoli nell’ambiente.

Spiegazione tecnica:

Impieghi di acque domestiche come in soluzioni per il lavaggio, prodotti chimici per la pulizia dei pavimenti e smacchiatori o altre soluzioni di pulizia possono portare allo scarico di alcuni prodotti chimici soggetti a regolamentazione ed elevate quantità di coliformi. Uno stabilimento deve conoscere, monitorare e tenere conto del rischio associato allo scarico delle acque reflue della fossa settica attraverso le seguenti attività:

  1. Stabilire un processo per garantire che le acque reflue della fossa settica siano trattate prima di essere scaricate.
  2. Nominare una persona responsabile della gestione e del monitoraggio delle acque reflue della fossa settica
  3. Contratto con terzi autorizzati per scaricare il contenuto della fossa settica e conservazione del registro / delle fatture dello smaltimento

Modalità di verifica della risposta:

Punteggio pieno

  • Documentazione richiesta:
  • Documentazione (processo, schemi delle attrezzature, procedure, persone responsabili eccetera) attestante che il sito tratta le acque reflue della fossa settica prima di scaricarle
  • Documentazione che descrive come scaricate la fossa settica e smaltite i rifiuti quando è piena
  • Eventuali permessi,se necessari
  • Registri/fatture di smaltimento per la rimozione del contenuto della fossa settica, se applicabile
  • Piano con tempistica che descriva i dettagli e le fasi principali dell’aggiornamento della vostra fossa settica a un approccio di trattamento delle acque reflue più moderno
  • Domande da porre nel colloquio:
    • La dirigenza e i dipendenti responsabili sanno descrivere quali specifiche acque reflue vengono trattate nel sistema settico
    • La dirigenza e i dipendenti responsabili sanno descrivere come lo stabilimento scarica la fossa settica quando è piena e dirvi approssimativamente con quale frequenza viene eseguita questa procedura.
    • La dirigenza e i dipendenti responsabili sanno descrivere dove viene trattato lo scarico della fossa settica e/o eliminato una volta rimosso dalla fossa
    • La dirigenza sa descrivere i propri piani di aggiornamento a un approccio di trattamento delle acque reflue più moderno e spiegare quale è la tempistica di realizzazione
  • Ispezione – cose da verificare fisicamente:
    • Scattate foto dell’area della fossa settica e delle condotte fognarie
    • Le immagini corrispondono ai piani forniti?
    • Ci sono evidenze di uno smaltimento inadeguato di rifiuti settici o di sistemi settici sovraccarichi? Se sì, descrivete e scattate fotografie.

Punteggio parziale

  • Stessi requisiti della risposta “sì”, eccetto i piani di aggiornamento dal sistema settico

Acque reflue – Livello 2

Questions

La vostra segnalazione si basa su queste linee guida?

  • Linee guida per le acque reflue di ZDHC.
  • BSR
  • IPE
  • Cliente/marchio
  • Se diverse, specificate (escluse leggi e normative locali)
  • Avete condotto test e soddisfatto tutti i parametri specificati nelle linee guida?
  • I vostri risultati in base ai parametri sono disponibili sulla piattaforma delle linee guida? (per esempio il Gateway di ZDHC o il Database di IPE)

Se avete selezionato le linee guida ZDHC sulle acque reflue:

  • I risultati dei test mostrano l’assenza di rilevamento dei parametri indicati nella Tabella 2A-N Gruppi Chimici?

Carica i risultati del test

Se rilevate, compilate le tabelle dei parametri

Qual è l’obiettivo della domanda?

La domanda ha l’obiettivo di dimostrare la performance attuale dello stabilimento circa la qualità delle acque reflue attraverso il monitoraggio degli standard inerenti e la dichiarazione.  Gli standard ai quali facciamo riferimento qui sono standard del settore e l’intenzione è quella di migliorare oltre la conformità alle leggi e normative locali.

La qualità dell’acqua scaricata dal vostro stabilimento è direttamente collegata all’impatto ecologico e ai costi operativi. È direttamente correlata anche alla conformità dello stabilimento e ai potenziali obblighi dichiarativi vigenti nel settore per la trasparenza delle organizzazioni.

Che cosa sono le linee guida facoltative per acque reflue di ZDHC?

Le Linee guida per acque reflue di Zero Discharge of Hazardous Chemicals (ZDHC) sono linee guida FACOLTATIVE che alcuni brand oggi richiedono ai loro fornitori. Se i vostri clienti non vi hanno mai parlato di ZDHC, vi preghiamo di ignorare questa indicazione: non sarete penalizzati se non rispondete all’ultima colonna della tabella dei parametri.

Il programma Zero Discharge of Hazardous Chemicals (ZDHC) è una collaborazione di brand, affiliati della catena del valore e associati che pubblica le Linee guida ZDHC per acque reflue: un insieme unificato di requisiti sulla qualità delle acque reflue dedicato a tutta l’industria tessile e calzaturiera. Se desiderate maggiori informazioni su ZDHC, potete consultare il loro sito web e le linee guida qui: https://www.roadmaptozero.com/about

Spiegazione tecnica:

1) Dichiarate tutti i parametri per i quali avete un rilevamento / superamento dei limiti in base ai risultati di test generati da laboratori terzi autorizzati durante l’anno precedente o ai risultati di monitoraggi in loco. Stiamo solo cercando di raccogliere informazioni sui problemi inerenti alle acque reflue allo scopo di dare priorità all’azione, più che di incentivare la segnalazione dei dati.

  • Selezionare lo standard usato
  • Indicate i risultati per i parametri non soddisfatti (digitate la cifra e selezionate l’unità).
  • Indicate il limite richiesto dal permesso o dallo standard (per esempio, i limiti elencati dalla direttiva ZDHC sulle acque reflue al livello base)
  • Se scegliete lo Standard ZDHC sulle acque reflue, vi sarà proposto un ulteriore gruppo di domande SENZA PUNTEGGIO riguardanti l’inclusione, nei risultati del test delle acque reflue del vostro stabilimento, dei parametri dei test indicati dalle linee guida sulle acque reflue di ZDHC.  Osservate che in caso di rilevamento di incongruità su qualsiasi parametro di detossificazione è consigliato anche il test dell’acqua in entrata.

Modalità di verifica della risposta:

  • Documentazione richiesta:
    • Devono essere disponibili i risultati dei test delle acque reflue che indichino i parametri monitorati dallo stabilimento (effluente trattato ed effluente non trattato). Per la guida alle acque reflue di ZDHC, i test delle acque reflue devono essere eseguiti in base a frequenza, parametri dei test, metodi di test e di campionamento. Si consiglia di caricare i report di prova sul gateway ZDHC–  Modulo acque reflue (ZDHC Gateway – Wastewater Module)
    • Documentazione indicante che i parametri sono registrati e analizzati
    • Documento sulle procedure di campionamento
  • Domande da porre nel colloquio:
    • I dipendenti chiave conoscono i punti di scarico delle acque reflue nello stabilimento?
    • C’è un meccanismo per il quale i dipendenti possono segnalare alla dirigenza quando le acque reflue non vengono scaricate correttamente?
    • I dipendenti chiave che si occupano delle procedure di campionamento sono adeguatamente formati? Con quale frequenza?
  • Ispezione – cose da verificare fisicamente:
    • I pozzi o le fosse che ricevono le acque reflue sono in buone condizioni e integri?
    • Gli scarichi del ruscellamento/dell’acqua piovana sono esenti da contaminazioni e ostruzioni?
    • Vengono seguite le procedure stabilite per la gestione delle acque reflue/degli scarichi di acque reflue? (per esempio, gestione delle acque reflue, attività eccetera)
    • Fornite le immagini di ogni fase di trattamento presso l’impianto di trattamento degli effluenti

Caricate: a) Documentazione che attesti la vostra richiesta di ottenere i registri della qualità delle acque reflue all’impianto fuori sito di trattamento delle acque reflue. b) Registri della qualità delle acque reflue emessi dall’impianto fuori sito di trattamento delle acque reflue (se forniti)

È importante conoscere ogni eventuale violazione inerente alla qualità delle acque reflue individuata presso l’impianto di trattamento, per sapere se il vostro stabilimento contribuisce alla contaminazione dell’ambiente.  Sebbene il vostro stabilimento non abbia alcuna autorità sull’impianto esterno di trattamento delle acque reflue, fornite una prova che attesti la vostra richiesta di ricevere i risultati dei test relativi alla qualità delle acque reflue, anche se gli stessi non sono stati comunicati. L’obiettivo di questa domanda è darvi maggiori informazioni nel caso in cui possiate intraprendere azioni per assistere l’impianto di trattamento delle acque reflue nel trattare e scaricare nell’ambiente in modo adeguato.

Qual è l’obiettivo della domanda?

L’obiettivo di questa domanda è creare connessione e responsabilità tra stabilimento e impianto di trattamento delle acque reflue fuori sito incaricato di trattare le acque reflue. L’obiettivo è che la struttura sia il più proattiva possibile nel confermare che le acque reflue siano conformi e non sia responsabili di eventuali violazioni verso l’ambiente. A prescindere dalla risposta dell’impianto di trattamento fuori sito delle acque reflue, questa domanda richiede allo stabilimento uno sforzo proattivo.

Ottenere queste informazioni è utile per farvi conoscere la vostra situazione, individuare i fattori di rischio e/o le opportunità di miglioramento.

Richiedendo all’impianto di trattamento fuori sito i risultati dei test di qualità delle acque reflue, uno stabilimento garantisce che le acque reflue trattate, spesso scaricate dall’impianto fuori sito nell’ambiente, siano conformi, oltre a considerare la conformità del proprio scarico relativa all’autorizzazione tra l’impianto di trattamento fuori sito e l’impianto.

Anche se il vostro stabilimento non ha il controllo del trattamento effettuato da terzi fuori sito, è importante essere a conoscenza di eventuali non conformità e sapere in quale misura lo stabilimento contribuisce a queste irregolarità. Inoltre, se il vostro stabilimento contribuisce alla non conformità, questa domanda verifica che disponete di un piano per risolvere il problema che sta causando. Questo tema è stato incluso nel Livello 2 anziché 1 in quanto uno stabilimento potrebbe non avere il controllo diretto sul trattamento fuori sito o sulla sua visibilità.

Spiegazione tecnica:

Il vostro stabilimento riceverà un punteggio per questa domanda se potete dimostrare di aver contattato l’impianto di trattamento delle acque reflue fuori sito per ottenere dati sulla qualità delle acque reflue. Non sarete penalizzati se l’impianto di trattamento delle acque reflue fuori sito ha rifiutato di fornirvi i dati, purché possiate fornire prova della richiesta e del rifiuto.

NB: se l’impianto fuori sito di trattamento delle acque reflue mette online i dati del suo effluente, lo stabilimento può rispondere “sì” a questa domanda.

A volte l’impianto di trattamento degli effluenti fuori sito può fissare uno standard riguardante le acque reflue degli stabilimenti e imporre una tariffa aggiuntiva quando i parametri vengono superati. Se questo è il vostro caso, spiegate la situazione e fornite esempi, se sono utili per acquisire una valutazione accurata dal vostro stabilimento. Un limite di tolleranza (i.e. soft limit), ossia il limite entro il quale l’impianto di trattamento accetta, previo pagamento di una tassa, scarichi in quantità superiori al limite da esso fissato, non è considerato un limite di conformità.   L’impianto fuori sede sarebbe comunque in regola con il suo permesso.

Se avete richiesto i risultati e avete riscontrato che l’impianto di trattamento delle acque reflue fuori sito non è conforme ai limiti, spiegate se il vostro stabilimento ha contribuito all’irregolarità. Se sì, com’è stato risolto il problema dal vostro stabilimento? Se avete richiesto i risultati dei test ma non li avete ricevuti, descrivete cos’è accaduto.

Modalità di verifica della risposta:

  • Documentazione richiesta:
    • Recente documentazione riguardante la vostra richiesta di ricevere i risultati dei test di qualità dall’impianto di trattamento delle acque reflue fuori sito e/o
    • Ultimi dati sulla qualità delle acque reflue, se forniti (entro l’anno, ma idealmente più frequenti) dall’impianto di trattamento delle acque reflue fuori sito
  • Domande da porre nel colloquio:
    • Il personale chiave responsabile della qualità delle acque reflue spiega i risultati dei test di qualità delle acque reflue raccolte dall’impianto di trattamento degli effluenti
  • Ispezione – cose da verificare fisicamente:
    • I risultati del campionamento riflettono le condizioni operative della struttura?

Acque reflue – Livello 3

Questions
  • Inserite la percentuale di acque reflue trattata e reimmessa nei vostri processi di produzione

Si consiglia di caricare: a) Documenti che dimostrino il riciclaggio a ciclo chiuso (da acque di processo ad acque di processo). b) Elenco delle riduzioni dell’impiego di acqua ottenute in base al luogo in cui l’acqua viene prelevata per il riciclo OPPURE al luogo in cui viene utilizzata l’acqua riciclata.

Rispondete “Sì” se avete un sistema di trattamento delle acque reflue atto a riusare e/o riciclare le acque reflue provenienti dalla vostra lavorazione e reintrodurlo nel processo produttivo. L’acqua riciclata e/o riutilizzata deve essere usata nei processi produttivi. Sono esclusi altri usi, come l’irrigazione o gli scarichi sanitari. Le tecnologie di trattamento effettive possono includere sostanze chimiche o biologiche come la filtrazione su membrana o lo scarico liquido zero (Zero Liquid Discharge).

Nota sul punteggio:

  • Riutilizzate/riciclate il 50% o più = punteggio pieno
  • No o N.D. = zero punti

Qual è l’obiettivo della domanda?

La domanda vuole incentivare la tecnologia innovativa necessaria per il riutilizzo e il riciclo e per ridurre l’impronta complessiva dell’uso d’acqua dolce.

Questa tecnologia elimina quasi del tutto il prelievo d’acqua dolce per i processi di produzione.

Spiegazione tecnica:

Quando le acque reflue provenienti da un determinato processo non soddisfano i requisiti di qualità per un altro processo, spesso vengono semplicemente trattate e scaricate. Se, invece, uno stabilimento tratta queste acque reflue (chimicamente o biologicamente) in modo da soddisfare le specifiche di qualità per un altro processo dell’impianto, ciò viene considerato riutilizzo/riciclo dell’acqua. Oltre all’ottimizzazione dei processi per garantire che ogni processo sia eseguito nel modo più efficiente possibile, il riciclo e il riutilizzo dell’acqua sono i meccanismi più comuni per ridurre l’uso di acqua dolce. Per il riutilizzo, le acque reflue derivanti da un processo possono anche soddisfare i criteri di qualità per l’uso in un secondo processo senza trattamento aggiuntivo. In questo caso si utilizza più volte lo stesso volume d’acqua, riducendo la necessità di impiegare acqua dolce nel processo successivo.

Il riciclo del 100% del consumo totale d’acqua all’interno di uno stabilimento è detto a ciclo chiuso. In questo caso, non sarà necessario un uso significativo di acqua dolce per far funzionare l’impianto, al di là del supplire alla naturale perdita d’acqua come l’evaporazione. Le tecnologie di scarico liquido zero (ZLD) che implicano fasi come pretrattamento, evaporazione e cristallizzazione facilitano il recupero e il riutilizzo di tutte le acque reflue.

Uno stabilimento che tratta le acque reflue utilizzando l’osmosi inversa (RO) e le tecnologie di nanofiltrazione e riutilizza l’80% delle acque reflue ma l’acqua respinta dalla membrana viene inviata agli ETP esterni non è considerata ZLD in quanto il TDS dell’acqua espulsa dalle tecnologie a membrana è considerato più pericoloso delle normali acque reflue scaricate.

Questa acqua deve essere nuovamente riutilizzata come acqua per processi.   Altri usi come l’irrigazione e i servizi igienici non sono inclusi.

Modalità di verifica della risposta:

  • Documentazione richiesta:
    • Lo stabilimento è in grado di dimostrare attraverso registri che riutilizza e/o ricicla le acque reflue di processo come acque di processo. Fate riferimento alla documentazione della sezione Acqua per valutare se le percentuali qui fornite sono corrette rispetto al prelievo e al bilancio idrico (se applicabile)
    • Elenco dei risultati nella riduzione dell’impiego d’acqua secondo:
      • il luogo in cui viene raccolta l’acqua per il riciclo
      • il luogo in cui viene utilizzata l’acqua riciclata
      • diagramma di flusso del processo di riciclo
  • Domande da porre nel colloquio:
    • La dirigenza e i dipendenti responsabili sanno descrivere/dimostrare come le acque reflue vengono riutilizzate e o riciclate come acque per processi
  • Ispezione – cose da verificare fisicamente:
    • Osservazione dell’attrezzatura presente per il riutilizzo / riciclo delle acque di processo
    • Descrizioni dettagliate dell’attrezzatura (funzione, benefici rispetto al consumo di acqua, età, manutenzione, ecc.)
    • Scattate una foto dell’attrezzatura
    • Verificate che tutte le acque reflue passino attraverso il trattamento (come riportato nelle precedenti domande) prima dello scarico

 

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